FREMANTLE: STORIE OLTRE LO SCHERMO

Fremantle è tra le principali realtà internazionali dell’intrattenimento e oggi guarda oltre la produzione, sviluppando le proprie property come ecosistemi di intrattenimento.

Ne parliamo con Roberta Zamboni, Head of Branded Content, Sponsorship Italy and Global Sales Lead e Andrea Cuccaro, Head of Branded Content Italy – Scripted, per approfondire la visione di Fremantle, il ruolo strategico del licensing e le prospettive di crescita dell’azienda.

Come si posiziona oggi Fremantle nel panorama globale dell’intrattenimento?

Roberta Zamboni: Fremantle è una delle principali global entertainment company, presente in oltre 30 Paesi e protagonista nella creazione, produzione e distribuzione di contenuti. In Italia, attraverso realtà come Fremantle, Lux Vide, Wildside, The Apartment, Stand By Me e Picomedia, produciamo titoli come Mare Fuori, Doc – Nelle tue mani, Don Matteo e X Factor, RIP – Roast in Peace, The Traitors.

Oggi il nostro ruolo va oltre la produzione: lavoriamo per trasformare gli IP in veri ecosistemi di intrattenimento, attraverso licensing, merchandising, digitale, live experience e partnership. Per noi il licensing è uno dei modi in cui una storia continua a vivere e crescere nel tempo.

Cosa rende una storia capace di conquistare il pubblico e durare nel tempo?

Andrea Cuccaro: Servono un universo narrativo espandibile, personaggi forti e una componente emotiva che rimanga nel tempo. Per il licensing contano anche elementi iconici – personaggi, simboli, oggetti o rituali – capaci di uscire dallo schermo e trasformarsi in prodotti, esperienze e collaborazioni. Quando una storia entra nella quotidianità delle persone, crea un legame destinato a durare. Ne sono esempi tangibili le nostre principali serie scripted come Un Posto al Sole, Don Matteo, Che Dio ci aiuti.

Come sta evolvendo la strategia di Fremantle di fronte alla trasformazione dello streaming?

Roberta Zamboni: Fremantle opera, sia a livello italiano che internazionale, con i principali player del settore. Lo streaming ha reso più competitiva la conquista dell’attenzione, ma ha anche ampliato le opportunità per gli IP più forti. Per questo sviluppiamo i nostri contenuti pensando fin dall’inizio al loro potenziale di espansione, dal digitale al licensing fino alle esperienze dal vivo. L’obiettivo è costruire IP culturalmente rilevanti, capaci di creare community e generare valore nel tempo come ad esempio il fenomeno The Voice con le sue declinazioni Senior, Kids e Generations.

Quale valore porta Fremantle ai partner di licensing?

Andrea Cuccaro: Non un semplice catalogo di IP riconoscibili, ma storie pensate fin dallo sviluppo per essere estendibili. Per noi il licensing è parte strategica della costruzione dell’IP, non un asset satellite: l’obiettivo è costruire relazioni durature con i partner, capaci di far evolvere insieme personaggi e mondi narrativi

Quali sono gli obiettivi di Fremantle per i prossimi anni?

Roberta Zamboni: Vogliamo consolidarci come punto di riferimento per chi costruisce universi narrativi capaci di generare valore su più livelli — broadcast, streaming, licensing. La nostra presenza al Milano Licensing Day nasce proprio da qui: le nostre property hanno un potenziale ancora da esplorare fino in fondo Cerchiamo partner che vogliano co-scrivere il capitolo successivo: prodotti-iconici, esperienze memorabili, community attive. Perché quando una storia vive oltre lo schermo, diventa brand.