Pausa caffè 3.0: i giovani creativi (re)interpretano il rituale da ufficio

Secondo i dati ISTAT calata del 9% la frequenza degli incontri settimanali tra giovani adulti tra il 2013 e il 2022. Eppure alcuni spazi fisici resistono fucine di idee 

DEMA Academy racconta come la pausa caffè sia ancora il cuore delle idee tra i futuri marketers

Nonostante i dati ISTAT segnalino un calo del 9% nella frequenza degli incontri settimanali tra giovani adulti (2013–2022), alcuni luoghi fisici di confronto e scambio creativo continuano a resistere. È il caso della pausa caffè, che per la DEMA Academy – scuola milanese di formazione in Digital Marketing fondata da Francesco Ferrari (Hellodì) – rappresenta ancora un momento chiave per stimolare creatività e dialogo.

In un contesto formativo pensato per la Gen Z e la Gen Alpha, la socialità informale diventa parte integrante del processo di apprendimento: tra una battuta, un meme virale e un contenuto AI generato, si consolidano linguaggi, riferimenti e intuizioni che spesso diventano parte attiva nei progetti didattici e professionali.

“Il caffè è solo un pretesto. Questi momenti sono vere palestre creative dove si allenano l’osservazione, la capacità di lettura dei trend e l’adattamento comunicativo”, spiega Ferrari.

In vista dell’avvio dei corsi a ottobre 2025, DEMA Academy riafferma il valore degli spazi condivisi – fisici e relazionali – come leva strategica per formare professionisti capaci di interpretare, e non solo seguire, la cultura digitale contemporanea.